La notizia delle apparizioni si diffuse e richiamò sempre più la presenza di folle di credenti e di curiosi. Il 13 luglio i veggenti riferirono che la Madonna aveva promesso che sarebbe avvenuto un evento prodigioso affinché la gente credesse all'apparizione. Il 13 agosto i pastorelli non poterono presentarsi all'appuntamento perché rinchiusi in prigione.
Le apparizioni continuarono e furono accompagnate da rivelazioni su eventi futuri, in particolare, la fine della prima guerra mondiale a breve ma il pericolo di una seconda guerra ancora più devastante se gli uomini non si convertivano.
A conferma della parola data ai tre dalla Madonna riguardo l'evento prodigioso, il 13 ottobre 1917, molte migliaia di persone credenti e non credenti riferirono di aver assistito ad un fenomeno che fu chiamato "miracolo del sole". Molti dei presenti, anche a distanza di molti chilometri, raccontarono che mentre pioveva ed una spessa nube ricopriva il cielo, d'un tratto la pioggia cessò e, diradandosi le nubi, si aprì il cielo. Il sole, tornato visibile, avrebbe cominciato a roteare su sé stesso, divenendo multicolore fino ad ingrandirsi, come se stesse precipitando sulla terra. Molti gridarono dalla paura invocando Dio e la Vergine perché temevano che fosse la fine del mondo. I tre pastorelli dissero di aver visto anche la Madonna, san Giuseppe e Gesù bambino, mentre benedicevano il mondo tracciando un ampio segno di croce. Le autorità civili portoghesi osteggiarono apertamente le apparizioni di Fatima, temendo che, visto il clima politico fortemente anticlericale dell'epoca, potessero alimentare manifestazioni antigovernative. A questo atteggiamento contribuì non poco la volontà dei tre pastorelli di mantenere il segreto sulle rivelazioni che la Madonna avrebbe fatto loro. L'avvenimento fece molto scalpore, e fu riportato da numerosi giornali dell'epoca, con molte testimonianze di persone presenti all'evento straordinario. La Madonna avrebbe permesso di rivelare le prime due parti del segreto, chiedendo di non rivelare pubblicamente la terza parte del segreto fino a quando i tempi fossero stati maturi.
Giacinta e Francisco morirono in tenera età durante l'epidemia di influenza spagnola, mentre Lucia dos Santos divenne suora Carmelitana e custode del segreto di Fatima, dopo essere stata nel convento dell'ordine delle suore Dorotee di Tuy. Nel 1942 suor Lucia pubblicherà le sue memorie, resoconto delle apparizioni mariane. Il 31 ottobre dello stesso anno, papa Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria. Nel 1943il vescovo di Leiria ordinò a Lucia di scrivere la terza parte del messaggio di Fatima, rivelato dalla Madonna. Il Vescovo consegnerà le buste al Patriarca di Lisbona e quindi esse giunsero in Vaticano.
Nel luogo delle apparizioni venne costruito un Santuario in onore della Madonna di Fatima.
Il 13 maggio 2000 i fratelli Giacinta e Francisco vennero beatificati. Nello stesso anno venne svelata l'ultima parte del segreto di Fatima che fu messo in relazione con l'attentato subito da papa Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro.
Suor Lucia è morta il 13 febbraio 2005, poche settimane prima della morte di Giovanni Paolo II.
La mattina del 29 agosto 1953, alle ore 8,30 in una modesta casa di lavoratori, sita in Siracusa, via degli Orti n.11, un quadro in gesso -opera dello scultore Amilcare Santini di Cecina- che raffigura una Madonnina cominciò a versare lacrime copiose.
Una famiglia, quella dei Iannuso, povera ma dignitosa, una famiglia generosa ma provata dalla sofferenza. Infatti, la signora Antonina che ha sposato da qualche mese Angelo Iannuso, rimasta incinta va soggetta a gravi disturbi. La lacrimazione della Madonna si verifica al risvegliarsi di Antonina la mattina del 29 Agosto. "Mi accorsi che l’effige versava lacrime dagli occhi". La cognata Grazia e la zia Antonina pensando che le lacrime viste dalla malata fossero dovute ad allucinazione, avvicinatesi al quadro constatano che dagli occhi della Madonna, veramente sgorgano lacrime e che, alcune gocce, scorrendo per la guancia, cadono sulla spalliera del letto. Quando arriva dal lavoro il marito Angelo, verso le 17, egli stesso constata la verità del fatto; ma intanto tutto il rione ne è già a conoscenza e quasi vi ha già fatto un pellegrinaggio. Domenica 30 agosto alle due di notte la Madonnina che la sera prima è stata portata per breve tempo in questura, poi a casa del fratello Luciano e poi ancora dal fratello Antonio torna in Via Orti n.11 e posta su dei cuscini . La folla giunta da ogni parte praticamente assedia la famiglia costringendola ad evacuare per poi tornare ed accontentare il bisogno incontenibile di assistere al singolare prodigio. Nicola Guarino, un cineamatore, con la sua cinepresa documentò in 300 fotogrammi la lacrimazione. In quelle immagini viene ripreso il formarsi, il fluire e lo sciogliersi delle lacrime. L’occhio umano potrebbe anche lasciarsi suggestionare, ma l’obbiettivo della cinepresa, ritrae quello che oggettivamente avviene. Lunedì 31 agosto per tutto il giorno tutti possono constatare le lacrime che scendono dagli occhi della Madonna e riportare un ricordo indelebile. Tante persone hanno così potuto vedere, raccogliere asciugare le lacrime dagli occhi della Madonna… Il 1° Settembre, alle ore 11, una Commissione di medici e di analisti, per incarico della Curia Arcivescovile di Siracusa, si recò in casa della famiglia Iannuso e dopo aver atteso che il fenomeno si ripetesse, prelevò più di un centimetro cubo di quel liquido che sgorgava dagli occhi del quadretto. Sottoposto ad analisi microscopica, il liquido risultò di aver tracce di quelle stesse sostanze che si riscontrano nelle lacrime di un bambino e di un adulto. Il responso della scienza fu: lacrime umane. Alle ore 11,40 termina la lacrimazione della Madonna.
LE GUARIGIONI
Le guarigioni fisiche ritenute straordinarie dalla Commissione medica, appositamente istituita, furono circa 300 (fino a metà novembre del 1953). In particolare le guarigioni di Anna Vassallo (tumore), di Enza Moncada (paralisi), di Giovanni Tarascio (paralisi). Numerose sono state anche le guarigioni spirituali, ovvero le conversioni. Fra le più eclatanti quella di uno dei medici responsabili della Commissione che analizzò le lacrime, il dott. Michele Cassola. Dichiaratamente ateo, ma uomo retto ed onesto dal punto di vista professionale, non negò mai l’evidenza della lacrimazione. Venti anni dopo, durante l’ultima settimana della sua vita, alla presenza del Reliquiario in cui erano sigillate quelle lacrime che egli stesso aveva controllato con la sua scienza, si aprì alla fede, ricevette l’Eucarestia. Un anno dopo, la domenica 17 ottobre 1954, il Papa dell’epoca, Pio XII, concluse il Convegno Mariano di Sicilia con un Radiomessaggio: «Non senza viva commozione prendemmo conoscenza della unanime dichiarazione dell’Episcopato della Sicilia sulla realtà di quell’evento. Senza dubbio Maria è in cielo eternamente felice e non soffre né dolore né mestizia; ma Ella non vi rimane insensibile, che anzi nutre sempre amore e pietà per il misero genere umano, cui fu data per Madre, allorché dolorosa e lacrimante sostava ai piedi della Croce, ove era affisso il Figliolo. Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh, le lacrime di Maria! Erano sul Golgota lacrime di compatimento per il suo Gesù e di tristezza per i peccati del mondo. Piange Ella ancora per le rinnovate piaghe prodotte nel Corpo mistico di Gesù? O piange per tanti figli, nei quali l’errore e la colpa hanno spento la vita della grazia, e che gravemente offendono la Maestà divina? O sono lacrime di attesa per il ritardato ritorno di altri suoi figli...
video seconda parte
video terza parte
Il Santuario è un edificio straordinariamente vasto ed imponente nella sua massiccia struttura di cemento armato (22.000 quintali). La superficie totale è di mq. 4.700, con una capienza di circa 11.000 persone. È stato progettato, per la parte architettonica, da M Audrault e P. Parat di Parigi, e , per la parte strutturale, da R. Morandi di Roma.
La costruzione a pianta circolare (vanta ben 18 ingressi), dal diametro esterno di 80 metri, accoglie la chiesa inferiore o Cripta , inaugurata nell'agosto del 1968, e la chiesa superiore o Santuario, la cui base è sostenuta da 22 travi di cemento armato con un diametro interno di 71.40 metri.
Passare la polpa di anguria privata dei semi al setaccio, unire lo zucchero, l'acqua di fiori di arancio, la stecca di cannella, il cioccolato tritato e il cedro candito a dadini. Far riposare 30 minuti quindi togliere la cannella. Versare in uno stampo e porre in frigorifero finché il composto si sarà solidificato
Per me è un onore introdurre il Primo sapore della nostra terra, quello per eccellenza. La Cassata.Il Sapore che racchiude la cultura, la dolcezza, la tradizione e la solarità della nostra terra.
Dopo il nostro mare, il nostro sole, la nostra gente ci sono i nostri Sapori. Sarà per me un puro piacere per Niko, che li conosce già benissimo e per gli altri introdurvi in questoviaggio, in questo mondo fatto di profumi e di calore....Grazie Niko per l'opportunità.
Il mondo che ho visto finora non è la realtà, ma è quello che la mia mente mi ha fatto vedere. La mente è condizionata da quello che ha appreso e seleziona fra tutti i segnali esterni quelli che meglio si adattano alla sua concezione del mondo. In effetti la mente mente…
Trovare la forza dell’automotivazione
«Un uomo, se ci crede veramente, può diventare re» disse Casanova. Il senso di questa frase è da rinvenire tra le righe. Un re non deve possedere necessariamente un Regno per sentirsi tale.
Può essere re un parroco che riempie tutte le domeniche la sua chiesa; un commerciante che vede il proprio negozio affollato da una clientela soddisfatta; un docente che vede i propri allievi interessati e propositivi.
Dapprima dobbiamo credere noi stessi di essere un re, poi gli altri. Se noi stessi non abbiamo un buon concetto di noi, potranno mai averlo gli altri? Chi non crede di poterlo essere, non lo diventerà mai!
Per Henry Ford «il successo risiede prima nella mente, poi in tutto il resto; ma pochi lo sanno». Ford stesso ebbe le prime due attività imprenditoriali dagli esiti fallimentari, ma la terza fu ben altro.
Simile pensiero anche per il barone Bich, delle omonime penne da scrivere e non solo: «prima ci ho creduto; poi l’ho voluto; infine mi sono semplicemente dato da fare».
Siamo noi, con i nostri pensieri, le nostre convinzioni, i nostri modi di fare, a condizionare e indurre la nostra condizione e quindi il nostro destino.
Volere è potere.
Ma cosa si vuole realmente? Per analizzare i nostri desideri dobbiamo procedere per passi, step by step.
Primo passo
Cosa vogliamo e che prezzo sia disposti a pagare? Molti si fermano al desiderio. Distinguiamo pertanto i desideri (inutili e onirici) dagli obiettivi (utili, ma da conquistare con sacrifici e fatica).
Ora iniziamo a delineare ciò che al di là di ogni altra cosa realmente vogliamo.
Come porsi gli obiettivi? Trovare i nostri reali obiettivi richiede una accurata analisi di noi stessi. Ripensiamo ai momenti più felici della nostra esistenza e scriviamoli su un foglio così come ci vengono in mente. Realizziamo così una lista.
Ora analizziamo la lista dei nostri momenti d’oro, cercandone la essenza profonda. Trovato il comun denominatore dei nostri momenti felici, abbiamo individuato la leva della nostra futura motivazione. Siamo cioè appagati dal plauso di chi ci conosce oppure da una attività solitaria e indipendente.
Iniziamo ora a delineare un nostro profilo: vorremmo essere ricchi, famosi, indipendenti, altruisti… Sempre sullo stesso foglio scriviamo anche quello che ci piacerebbe possedere: casa, villa, automobile, piscina… Attenzione a scegliere cose che vogliamo realmente. Se scegliamo desideri e non obiettivi, non ci impegneremo a sufficienza per perseguirli, non sentendone una sufficiente motivazione!
Ora sappiamo quello che vogliamo e come ottenerlo! Selezioniamo dal primo elenco secondo criteri di compatibilità con la seconda lista. Abbiamo l’obiettivo e il mezzo da raggiungere. Abbiamo una meta da raggiungere.
Per riuscire a fare quello che vogliamo, dobbiamo abituarci a controllare i nostri stati d’animo, oltre a pregiudizi e convinzioni personali. Dominare i nostri stati d’animo e mantenere un atteggiamento positivo anche innanzi agli eventi più negativi. Tutto è sta in noi: dalla convinzione di poter vincere, alla determinazione di riuscirci.
Semplici tecniche per automotivarci
1. GIUSTA ANALISI: ogni situazione può essere vissuta in due modi, uno dei quali à’ quello positivo. Solo gli aspetti positivi interessano noi, solo quelli!
2. IMITAZIONE : scegliamo un modello al quale ispirarci; conformiamoci al suo modo di essere. Il Panglos del Candido di Voltaire ne e’ un esempio!
3. ANCORAGGIO : tesaurizziamo una esperienza positiva dentro di noi; richiamiamola alla mente al delinearsi di eventi negativi.
Comemora-se neste 2009, os 50 anos da premiação do Nobel de Literatura (1959), concedida ao poeta, tradutor e crítico italiano Salvatore Quasimodo (20/8/1901-14/6/1968). Nascido na Sicília, filho de um ferroviário, inicia seus estudos na cidade de Siracusa. Forma-se matemático em Palermo e, mais tarde, conclui o curso de engenharia em Roma. Ganha a vida como engenheiro e funcionário público nos dez anos seguintes e escreve poesia nas horas vagas até 1935, quando abandona a carreira para ensinar literatura italiana em Milão.
Seus primeiros poemas, publicados em um jornal literário de Florença, revelam sua ligação com os poetas herméticos Giuseppe Ungaretti e Eugenio Montale. São versos curtos, de estilo sofisticado, sobre temas pessoais próprios do intimismo dos poetas herméticos.
Com a publicação da primeira coletânea de poesias Águas e Terras (1930), assume gradativamente a liderança dessa tendência literária até os anos 40. Sua fase hermética termina com o final da II Guerra Mundial e a publicação de Dia Após Dia (1947). A partir daí, detém-se sobre as injustiças do regime fascista e os horrores do conflito mundial. Publica A Terra Incomparável (1958), Toda Poesia (1960) e O Dar e o Ter (1966).
Quasimodo é responsável também por traduções para o italiano de escritores clássicos, como Sófocles e Eurípedes, Catulo, Ovídio e Virgílio, e contemporâneos, como o norte-americano E.E. Cummings e o chileno Pablo Neruda.
PEQUENA ANTOLOGIA DE SALVATORE QUASIMODO
Si celebra nel 2009, il 50 ° anniversario del Premio Nobel per la Letteratura (1959), concesso al poeta, traduttore e critico italiano Salvatore Quasimodo (20/8/1901-14/6/1968). Nato in Sicilia, il figlio di una ferrovia, ha iniziato i suoi studi nella città di Siracusa. Formato matematico di Palermo e poi la laurea in ingegneria a Roma. Si guadagna da vivere come un ingegnere e funzionario nei prossimi dieci anni e scrive poesie nel suo tempo libero fino al 1935, quando abbandona la sua carriera a insegnare letteratura italiana a Milano
Le sue prime poesie, pubblicato in una rivista letteraria di Firenze, rivela la sua connessione con i poeti ermetici Giuseppe Ungaretti e Eugenio Montale. Essi sono brevi linee, uno stile sofisticato, su argomenti di intimità personale propri poeti ermetici.
Con la pubblicazione della prima raccolta di poesie di acqua e di terra (1930), a poco a poco assunto la guida di questa tendenza letteraria fino al 40's. La sua tappa si conclude stretto con la fine della seconda guerra mondiale e la pubblicazione di Day After Day (1947). Da lì, si sofferma sulle ingiustizie del regime fascista e gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Pubblica La Terra Impareggiabile (1958), tutta la poesia (1960) e Dar e Sun (1966).
Quasimodo è anche responsabile per le traduzioni italiane di autori classici come Sofocle ed Euripide, Catullo, Ovidio e Virgilio, e contemporanea, come l'americano EE Cummings e il cileno Pablo Neruda.
PICCOLA COLLEZIONE DI Salvatore Quasimodo
DAR E TER
Nada me dás, não dás nada tu que me escutas. O sangue das guerras secou, o desprezo é um desejo puro e não provoca nem o gesto de um pensamento humano, fora da hora da piedade. Dar e ter. Em minha voz há ao menos um signo de geometria viva, na tua, uma concha morta com lamentos fúnebres.
Da Dare e avere (1959-1965)
DARE E AVERE
Nulla mi dai, non dai nulla tu che mi ascolti. Il sangue delle guerre s’è asciugato, il disprezzo è un desiderio puro e non provoca un gesto da un pensiero umano, fuori dall’ora della pietà. Dare e avere. Nella mia voce c’è almeno un segno di geometria viva, nella tua, una conchiglia morta con lamenti funebri.
NÃO PERDI NADA
Estou Aqui agora, o sol gira às minhas costas como um falcão e a terra repete mimha voz na tua. Recomeça o tempo visível no olho que redescobre a luz. Não perdi nada. perder é andar mais além de um diagrama do céu em movimentos de sonhos, um rio pleno de folhas.
NON HO PERDUTO NULLA
Sono ancora qui, il sole gira alle spalle come un falco e la terra ripete la mia voce nella tua. E ricomincia il tempo visibile nell’occhio che riscopre la luce. Non ho perduto nulla. Perdere è andare di là da una diagramma del cielo lungo movimenti di sogni, un fiume pieno di foglie.
BASTA UM DIA PARA EQUILIBRAR O MUNDO
A inteligência a morte o sonho negam a esperança. Nesta noite em Brasov, nos Cárpatos, entre árvores não minhas, busco no tempo uma mulher de amor. O mormaço estala as folhas dos álamos e eu me digo palavras que não conheço, derramo terras de memória. Um jazz escuro, canções italianas passam tombadas sobre a cor das íris. No rangido das fontes se perdeu tua voz: basta um dia para equilibrar o mundo.
BASTA UN GIORNO A EQUILIBRARE IL MONDO
L’intelligenza la morte il sogno negano la speranza. In questa notte a Brasov nei Carpazi, fra alberi non miei cerco nel tempo una donna d’amore. L’afa spacca le foglie dei pioppi ed io mi dico parole che non conosco, rovescio terre di memoria. Un jazz buio, canzoni italiane passano capovolte sul colore degli iris. Nello scroscio delle fontane s’è perduta la tua voce: basta un giorno a equilibrare il mondo.
E DE REPENTE A NOITE
Cada um está só sobre o coração da terra trespassado por um raio de sol: e de repente a noite
Da Acque e terre (1920-1929).
ED È SUBITO SERA
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
INVERNO ANTIGO
Desejo de tuas mãos claras na penumbra da chama: sabiam a carvalho e a rosas; a morte. Inverno antigo.
Buscavam o milho os pássaros e de repente eram de neve; igual as palavras. Um pouco de sol, uma auréola de anjo, e depois a névoa; e as árvores, e nós feitos de ar pela manhã.
ANTICO INVERNO
Desiderio delle tue mani chiare
nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. Antico inverno.
Cercavano il miglio gli ucceli
ed erano subito di neve;
cosí le parole.
Un po’ di sole, una raggera d’angelo,
e poi la nebbia; e gli alberi,
e noi fatti d’aria al mattino.
AGUAMORTA
Água estagnada, sonho dos pântanos que em longa lâmina maceras veneno, ora branca ora verde nos relâmpagos, te assemelhas a meu coração. O álamo se acinzenta em torno do azevinho; as folhas e as bolotas se aquietam dentro, e cada uma tem seus círculos de único centro franzidos pelo profundo zumbido do vendaval. Assim, como sobre a água a lembrança estende seus anéis, meu coração; se move de um ponto e logo morre: assim tua irmã é águamorta.
(do livro "Acque e Terre",1920-1929)
ACQUAMORTA
Acqua chiusa, sonno delle paludi che in larghe lamine maceri veleni, ora bianca ora verde nei baleni, sei simile al mio cuore. II pioppo ingrigia d`intorno ed il leccio; le foglie e le ghiande si chetano dentro, e ognuna ha i suoi cerchi d`un unico centro sfrangiati dal cupo ronzar del libeccio. Cosí, come su acqua allarga il ricordo i suoi anelli, mio cuore; si muove da un punto e poi muore: cosí t`è sorella acquamorta.
("Acque e Terre", 1920-1929)
REFÚGIO DE PÁSSAROS NOTURNOS
No alto um pinho torcido; está atento e escuta ao abismo com o tronco dobrado como besta.
Refúgio de pássaros noturnos, na hora mais alta ressoa um veloz bater de asas.
Tem pois um ninho meu coração suspenso na escuridão, uma voz; está também, à escuta, da noite.
RIFUGIO DI UCCELLI NOTTURNI
In alto c’è un pino distorto;
sta intento ed ascolta l’abisso
col fusto piegato a balestra.
Rifugio d’uccelli notturni,
nell’ora piú alta risuona
d’un battere d’ali veloce.
Ha pure un suo nido il mio cuore
sospeso nel buio,una voce;
sta pure in ascolto, la notte.
ILHAS DE ULISSES
Detida está a antiga voz. Ouço ressonâncias efêmeras, olvido de noite cheia na água estrelada.
Do fogo celeste nasce a ilha de Ulisses. Lentos rios levam árvores e céus no estrondo de margens lunares.
As abelhas, amada, fundeiam o ouro: tempo das mutações, segredo.
ISOLA DI ULISSE
Ferma è l’antica voce.
Odo risonanze effimere,
oblio di piena notte
nell’acqua stellata.
Dal fuoco celeste
nasce l’isola di Ulisse.
Fiume lenti portano alberi e cieli
nel rombo di rive lunari.
Le api, amata, ci recano l’oro:
tempo delle mutazioni, segreto.
OBOÉ SUBMERSO
Avara pena, tarda teu dom nesta minha hora de suspirados abandonos.
Um oboé gélido ressilabeia alegria de folhas perenes, não minhas, e se desmemoria;
em mim anoitece: a água transmonta sobre minhas mãos relvosas.
Asas oscilam em débil céu, lábeis: o coração transmigra e eu sou, ermo,
e os dias um escombro.
De Oboe sumergido (1930-1932)
OBOE SOMMERSO
Avara pena, tarda il tuo dono
in questa mia ora
di sospirati abbandoni.
Un òboe gelido risillaba
gioia di foglie perenni,
non mie, e smemora;
in me si fa sera:
l’acqua tramonta
sulle mie mani erbose.
Ali oscillano in fioco cielo,
labili: il cuore trasmigra
ed io son gerbido,
e i giorni una maceria.
OUTONO
Outono manso, eu me pouso me inclino até tuas aguas para beber o céu, fuga suave de árvores e abismos.
Áspera pena de nascer me encontra a ti unido; e em ti me desgarro e recupero
Santa Bernadetta Soubirous (Lourdes, 7 gennaio 1844 – Nevers, 16 aprile 1879) è stata una religiosa e mistica francese. Al secolo Marie-Bernarde Soubiroux o Maria Bernada Sobeirons in occitano, è conosciuta per le apparizioni mariane alle quali riferì di aver assistito in una grotta del suo paese natale (Grotta di Massabielle). La visione dell'allora quattordicenne Bernadette di "signora vestita di bianco", divenuta nota poi come Nostra Signora di Lourdes, viene correlata a prodigi dichiarati non spiegabili scientificamente da una Commissione medica appositamente istituita dall'amministrazione del Santuario. I sorprendenti accadimenti di cui fu protagonista in giovane età Bernadette hanno fatto di Lourdes uno dei principali luoghi di pellegrinaggio per chi professa la fede cristiana. I suoi genitori, François Soubirous (1807-1871) e Louise Castérot (1825-1866), gestivano il mulino di Boly, dove ella nacque il 7 gennaio del 1844. Fu battezzata due giorni più tardi, il 9 gennaio, primo anniversario di matrimonio dei suoi genitori, nella chiesa parrocchiale di San Pietro. Dopo di lei i due coniugi ebbero altri 6 figli. La crisi che colpì la Francia agricola si abbatté anche sulla sua famiglia, che visse in estrema povertà. Bernadette conobbe la fame e la malattia. Di salute fragile, a causa dell'asma, dimostrava meno anni di quelli che aveva. I suoi sentimenti religiosi erano già forti sebbene ella non conoscesse per nulla il Catechismo, essendo analfabeta. («[...]se la Santa Vergine mi ha scelto, è perché sono la più ignorante!» dirà più tardi). Alcuni vicini affermarono che la famiglia viveva in un'armonia fuori dal comune, che sembrava riposare su amore reciproco, vicendevole sostegno e sulla loro devozione religiosa. Per contribuire al mantenimento della famiglia Bernadette fu affidata ad una famiglia di amici presso Bartrès, impiegata nella sorveglianza e pascolo delle greggi e come cameriera presso la loro taverna. I Soubirous si trasferirono in una malsana cella dell'antica prigione de la rue Haute, denominata Le Cachot. Nel 1857, nell'anno che precedette le apparizioni, il padre François Soubirous, fu accusato ingiustamente di furto.Secondo quanto riferito dalla stessa Bernadette, l'11 febbraio 1858, appena quattordicenne, mentre assieme ad una sorella e ad alcune amiche raccoglieva legna da ardere in un boschetto vicino alla grotta di Massabielle (poco fuori Lourdes), Bernadette ebbe la prima visione di ciò che descrisse come "una piccola signora giovane" in piedi in una nicchia della roccia. Bernadette affermò che la "bellissima signora" le aveva chiesto di tornare alla grotta ogni giorno per quindici giorni e riferì anche che la signora vestiva un velo bianco, una cinta blu e una rosa dorata su ogni piede e teneva nelle mani un Rosario. Le giovani che erano in sua compagnia dissero di non aver visto nulla. L'identità dell'apparizione - nelle parole di Bernadette - rimase sconosciuta fino alla diciassettesima visione; fino ad allora Bernadette si limitò a chiamarla semplicemente Aquero (pronuncia "acherò"; nel dialetto occitano locale significa pressappoco quella là, una maniera di riferirsi ad una generica figura femminile). La storia di Bernadette creò scompiglio tra gli abitanti della cittadina, che erano divisi sulla convinzione che la ragazza dicesse, o no, la verità. Presto un grande numero di persone la seguivano quotidianamente nel suo percorso, alcuni per curiosità, altri che credevano fermamente di assistere ad un miracolo. Il contenuto delle altre visioni di Bernadette furono semplici, e focalizzate sulle necessità di preghiera e penitenza. Tuttavia, durante la tredicesima apparizione, il 2 marzo, Bernadette spiegò alla sua famiglia che la signora aveva detto "Va' per favore dai sacerdoti e di' loro che una cappella deve essere costruita qui. Lasciate che qui passino le processioni". Accompagnata da due delle sue zie, Bernadette puntualmente si presentò con la richiesta al Parroco, Padre Dominique Peyramale, un uomo brillante, ma burbero, con poca disponibilità a credere ad affermazioni su apparizioni o miracoli. Padre Peyramale disse a Bernadette che la signora doveva dare un'identificazione. La ragazza affermò che nella visione successiva ripeté le parole del Parroco alla signora, ma che ella si inchinò leggermente sorrise e non rispose nulla. Padre Peyramale disse a Bernadette di provare che la "signora" era "reale", di chiedergli un miracolo, cioè di far fiorire e germogliare il cespuglio di rose subito sotto la nicchia. Era metà febbraio. Come Bernadette riportò più tardi alla sua famiglia e agli inquirenti civili ed ecclesiastici, durante la nona apparizione, la signora presumibilmente le disse di bere dalla sorgente che fluiva sotto la roccia, e mangiare le piante che crescevano liberamente lì, e benché sul luogo non vi fossero sorgenti conosciute e il terreno fosse duro e arido, Bernadette suppose che la "signora" volesse indicare che la sorgente era sotto terra. La ragazza fece quindi come le era stato detto e scavò nella terra, ma quando non accadde nulla, lo scetticismo si impossessò dei presenti. Tuttavia, il giorno dopo, l'acqua cominciò a fluire. Alcuni devoti seguirono l'esempio di Bernadette e bevvero dalla sorgente facendo abluzioni, cui furono presto riconosciute proprietà curative. Nel 145° anniversario del giorno in cui Bernadette aveva scavato la sorgente, 67 guarigioni sono state verificate dall'Ufficio Medico di Lourdes e classificate come "inspiegabili". La commissione di Lourdes che esaminò Bernadette dopo le visioni, eseguì anche un'analisi intensiva dell'acqua e trovò soltanto un alto contenuto di minerali e null'altro di straordinario che potesse spiegare le guarigioni. Bernadette stessa disse che la fede e le preghiere avevano curato i malati. La sua sedicesima visione, che ella affermò essere durata un'ora, avvenne il 25 marzo, giorno in cui la Chiesa Cattolica commemora l'Annunciazione dell'Angelo alla Madonna. Durante la visione, si dice che avvenne il secondo "Miracolo della Candela". Bernadette teneva fra le mani una candela; durante la visione bruciò del tutto, e si dice che la fiamma rimase a diretto contatto con la sua pelle per più di 15 minuti, ma ella apparentemente non mostrava nessun segno di dolore o ferita. Tale avvenimento fu testimoniato da molte persone presenti, incluso il Medico Generico di Lourdes, il dottor Pierre Romaine Dozous, che cronometrò e documentò il fatto. Secondo il suo rapporto, non c'era alcun segno che mostrasse che la pelle di Bernadette fosse affetta in alcun modo, quindi tenne sotto controllo la ragazza senza intervenire. Dopo che la visione fu terminata, il dottore affermò di aver esaminato la mano della ragazza senza trovarvi alcuna evidenza di bruciatura, e che ella era del tutto ignara di quanto stava accadendo. Il dottore disse allora di aver applicato brevemente una candela accesa sulla mano della ragazza e che lei reagì immediatamente. Non è chiaro se altri osservatori, oltre a Dozous, fossero sufficientemente vicini per poter testimoniare che la candela era in contatto continuo con la pelle di Bernadette. La ragazza disse di aver chiesto nuovamente, nella medesima apparizione, il nome della signora e che ella aveva soltanto sorriso. Bernadette ripeté la domanda altre tre volte, e alla fine udì la signora pronunciare, in Guascone, il dialetto locale, "Io sono l'Immacolata Concezione". Quattro anni prima Papa Pio IX aveva promulgato la dottrina dell'Immacolata Concezione, secondo cui sola tra tutti gli esseri umani mai vissuti, la Vergine Maria era nata senza la macchia del Peccato originale. Tuttavia la cosa all'epoca non era molto diffusa nella Chiesa Cattolica, essendo confinata a discussioni tra il clero. Non era certamente un'espressione nota ad una contadina semplice e sottoeducata che riusciva a malapena a leggere. I suoi genitori, tutti gli insegnanti e sacerdoti testimoniarono più tardi che la ragazza non aveva mai udito da loro le parole pronunciate. Bernadette era una giovane malaticcia, aveva avuto il colera durante l'infanzia e aveva sofferto per la maggior parte della sua vita di asma, e alcune delle persone che la intervistarono in merito alle apparizioni la credevano lievemente ritardata. Tuttavia, malgrado le rigorose investigazioni ufficiali della Chiesa Cattolica e del Governo Francese, rimase in modo consistente ferma alla sua storia. Il suo comportamento durante questo periodo è stato preso come modello per le attuali investigazioni della Chiesa su chiunque affermi di aver avuto visioni ed esperienze mistiche. La prima visione e le successive diciassette analoghe che la giovane ebbe sono state accettate, dopo attente analisi e raccolta di testimonianze dirette, come eventi miracolosi dalla Chiesa Cattolica che le riconosce come manifestazioni della Beata Vergine Maria: Contrariata dall'attenzione che stava attraendo su di sé, Bernadette si trasferì presso la scuola-ospizio tenuta dalle Suore della Carità di Nevers, dove alla fine imparò a leggere e scrivere. Si ritirò poi presso il convento delle Suore della Carità di Nevers all'età di 22 anni. Spese lì gli ultimi anni della sua breve esistenza, lavorando come assistente nell'infermeria e poi come sacrestana, creando bellissimi ricami per abiti d'altare e vesti. Durante un grave attacco d'asma, chiese l'acqua della sorgente di Lourdes, e i suoi sintomi regredirono per non tornare più. Tuttavia non cercò di curarsi nello stesso modo, quando più tardi si ammalò di tubercolosi ossea al ginocchio destro. Ella aveva seguito lo sviluppo di Lourdes come santuario per pellegrinaggi mentre viveva lì, ma non fu presente per la consacrazione della basilica sullo stesso luogo, nel 1876. Morì della sua malattia di lungo corso all'età di 35 anni, il 16 aprile 1879. Dopo la sepoltura il corpo venne esumato il 22 settembre 1909 e apparve inspiegabilmente incorrotto. Altre esumazioni avvennero il 3 aprile 1919 nel 1925, e il corpo non mostrava ancora segni di corruzione. I medici presenti nelle tre esumazioni giudicarono il fenomeno "non naturale". Dal 1925 il corpo di S. Bernadette è esposto alla devozione dei fedeli. Le è stato posto solo un leggero strato di cera sul volto.
Una storia racconta di due amici che camminavano nel deserto. In un momento del viaggio i due cominciarono a discutere, ed un amico diede uno schiaffo all'altro... questi addolorato, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia: il mio migliore amico oggi mi ha dato uno schiaffo. continuarono a camminare, finché trovarono un'oasi, dove decisero di fare un bagno. L'amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma il suo amico lo salvò. Dopo che si fu ripreso, scrisse su una pietra: il mio migliore amico oggi mi ha salvato la vita. L'amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò: "quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia, e adesso lo fai su una pietra. perché? " l'altro amico rispose: "quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo. ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo." Impara a scrivere le tue ferite nella sabbia e ad incidere nella pietra le tue gioie.
Quanto mi manchi caro amico mio. Tu che eri capace di ascoltarmi in silenzio, che riuscivi sempre a trovare una risposta alle mie domande, alle mie incertezze, alle mie paure... Tu che mi stavi vicino quando tutti sembrava mi avessero dimenticato... Tu caro amico mio del passato... Oggi non ci sei più ma il tuo sorriso, la tua gioia di vivere, sono stati un esempio per chi ti ha conosciuto.
Wicca (esposta per la prima volta in pubblico da Gerald Gardner, 1884-1964) si propone come l'antica religione pagana prima che l'avvento del Cristianesimo la trasformasse in un culto dedito all'adorazione del maligno; tuttora la stregoneria viene spesso associata e confusa con il "satanismo" e la figura della Strega rievoca in molti paure legate all'immagine di un essere malvagio dedito, volontariamente,al "male". Le Streghe non sono adoratrici del diavolo, come vuole la Chiesa, bensì sapienti conoscitrici dei ritmi della natura, e depositarie dell'antichissima tradizione Pagana; la Stregoneria è una credenza spontanea, la Strega (uomo o donna, indistintamente) segue i propri istinti e i riti che pratica, le feste che riconosce, affondano le proprie radici nella Natura e nei suoi cicli. L'antichissima sapienza Pagana ha attraversato i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri, in piccoli gruppi,in cerchie familiari o in solitudine l'antica sapienza ha sempre continuato a trasmettersi e i riti sono stati celebrati in segreto sfidando le persecuzioni. E appunto le persecuzioni spiegherebbero in parte la scarsità di documenti storici. Alle sue origini, almeno per quanto riguarda l'influenza diretta sui movimenti magici moderni, si trova l'autore americano Charles Godfrey Leland (1824-1903). Leland trascorse molti anni in Europa, interessandosi con entusiasmo al folklore italiano, in cui vedeva la sopravvivenza della religiosità etrusca e romana. Secondo la biografia di Leland nel 1888, fu iniziato in un culto stregonico della Romagna-Toscana da una donna che egli volle sempre identificare con il nome di Maddalena. Questa donna avrebbe consegnato a Leland un manoscritto, da cui egli successivamente avrebbe tratto "Aradia, il Vangelo delle streghe",pubblicato nel 1899 Il testo presenta due diverse versioni del mito di unione della dea primordiale, Diana, con il suo equivalente "solare", e fratello, Lucifero; dalla loro unione nasce Aradia, destinata a venire sulla terra ad insegnare le arti magiche legate alla stregoneria. Molti riti e cerimonie non sono arrivati integri fino a noi, nella moderna stregoneria, e non vengono adottati, o solo parzialmente, dai gruppi, come danzare nudi e, occasionalmente, unirsi sessualmente durante le cerimonie. La Stregoneria che normalmente viene associata ad un culto colpito anticamente dall'inquisizione, in realtà non ha nulla a che fare con il satanismo, ma costituisce al contrario la permanenza del culto pagano, associato principalmente a Diana e ad un Dio con le corna (facilmente, ma erroneamente, identificato con satana), che ruota attorno alla celebrazione di 4 grandi sabbah-Beltane (30 aprile), Halloween (31 ottobre)....ecc.., le celebrazioni legate agli equinozi e ai solstizi e gli "Esbat". Se le ricerche di Leland, e di altri (v.Murray,Graves) forniscono un mito di fondazione alla moderna stregoneria, il vero fondatore è da vedersi nella figura di Gerald Brosseau Gardner (1884-1964). Secondo la sua versione fu iniziato a un'antica tradizione stregonica da una donna che usava chiamare "la vecchia Dorothy"; egli si sarebbe entusiasmato per la stregoneria al punto di volerla divulgare apertamente ,sebbene le leggi inglesi del tempo non lo permettessero ancora. Mascherò allora alcuni rituali, sotto forma di romanzo, in High Magic's Aid (1949); inoltre sembra che Gardner fosse in possesso di un Libro delle Ombre che conteneva i riti del gruppo dal quale fu iniziato. Doreen Valiente dichiarò di aver convinto Gardner a sostituire un buon numero di testi di Crowley con altri tratti da Aradia ,di Leland e da altre fonti giudicate più tradizionali e legate al culto pagano.
Eccolo! È arrivato di nuovo il tuo Compleanno, non volevi ricordartene? Peccato ci pensi io! Auguroni di un Buon Compleanno.
Ti auguro un buon compleanno! Ricorda che tu occuperai per sempre un pezzettino del mio cuore... perchè mi hai dato tanta gioia ed io non ti dimenticherò... un forte abbraccio
E' con un tenero pensiero per tutti voi che vi mando un mondo di Auguri di Buon Natale e Felice Anno. Che questo Nuovo Anno possa portare tanta felicità e novità a tutti.
Un padre e un figlio passeggiano su un sentiero tra le montagne. Improvvisamente, il figlio perde l’equilibrio, cade, si ferisce e grida: "AAAhhhhhhhhhhh!!!" Con sua massima sorpresa, il ragazzo coglie una voce, proveniente da qualche parte della montagna: "AAAhhhhhhhhhhh!!!" Curioso, si mette a gridare: "Chi sei?" E riceve la risposta...: "Chi sei?" E allora urla di nuovo alla montagna: “L’ho chiesto prima io!” La voce risponde: “L’ho chiesto prima io!” Arrabbiato per la risposta, urla: “Codardo!” E riceve la risposta: “Codardo!” Il ragazzo guarda il padre e chiede: “Papà, che sta succedendo?” Il padre sorride e gli dice: “Figlio mio, fai attenzione...” E l’uomo si mette a gridare: “Sei un campione!” La voce risponde: ““Sei un campione!” Il ragazzo è sorpreso, ma non comprende. Allora il padre gli spiega: “La gente la chiama ECO, ma in realtà questa è la VITA. Ti restituisce qualsiasi cosa dici o fai.
La nostra vita è semplicemente un riflesso delle nostre azioni. Se vuoi più amore nel mondo, crea più amore nel tuo cuore. Se vuoi più fiducia dal tuo prossimo, sii degno della fiducia altrui. Questa relazione si applica a tutto, in ogni aspetto della vita. La vita ti restituirà tutto quello che tu gli hai dato.
La tua vita non è una coincidenza, è il riflesso di te stesso.
La gioventù non è un periodo della vita: è una forma del pensiero, è una condizione della volontà, una facoltà dell’immaginazione, una forza pura dei sentimenti, un predominio del coraggio sulla timidezza e della aspirazione di avventura sull’amore di comodità. Nessuno diviene vecchio semplicemente perché vive un certo numero di anni : gli individui invecchiano solo perché disertano i loro ideali.
Gli anni rendono rugosa la pelle, ma rinunciare all’entusiamo rende rugosa l’anima.
Preoccupazione, dubbio, mancanza di fiducia, paura e disperazione, fanno piegare il capo e rigettare nella polvere lo spirito che vuole elevarsi.
Sia a sessant’anni che a sedici, vi è nel cuore di ogni essere umano l’amore per la meraviglia, la dolce sorpresa delle stelle e delle cose e dei pensieri che assomigliano alle stelle, indomabile sfida agli eventi, l’inesauribile giovanile appetito per il "poi" e la gioia del gioco della vita.
Siamo giovani quanto la nostra fede, vecchi quanto il nostro dubbio; giovani quanto la fiducia di noi stessi, vecchi quanto la nostra paura; giovani quanto la nostra speranza, vecchi quanto la nostra delusione.
Rimarrete giovani finché il vostro cuore sarà recettivo ai messaggi di bellezza, gioia, coraggio, grandiosità e forza della natura, dall’uomo e dall’infinito.
Quando tutto sarà a terra, quando il più recondito angolo del vostro cuore sarà ricoperto dalla neve del pessimismo e dal ghiaccio del cinismo, allora e solo allora sarete veramente vecchi.
All’inizio erano carini: la classica coppia che si innamora in vacanza. Lui lascia la sua fidanzata per seguire lei in Italia. Antonella Clerici e il suo Eddy Martens erano in fondo una bella coppia. Ma ora arriva una notizia che lascia tutti a bocca aperta. Perchè adesso questo giovane benga-congolese sta facendo una rapidissima carriera. Partito da semplice animatore di villaggi turistici, è diventato, in pochi mesi, uno degli autori Rai più pagati. E la sua relazione con Antonellina non c’entra nulla?Eddy Martens, come in molti sapranno grazie ad un servizio di Striscia la Notizia, è diventato, di punto in bianco, uno degli autori de “La prova del cuoco”, condotto ovviamente da Antonella Clerici. Ma quello che forse molti di voi non sapranno, sono i compensi che il signor Martens prende. Secondo le voci prenderebbe 10mila euro ogni mese o 1500 euro a puntata. E senza avere alcuna esperienza nel settore. Alla faccia della raccomandazione!
Vorrei stupirti con parole che non trovo per dirti buon compleanno piccola Elex Vorrei regalarti un mazzo di rose Il cui profumo rimanesse eterno, tanto rosse da coprire il grigio dell’inverno. Vorrei che ogni petalo da adesso cadendo fosse come ogni pagina di un diario pieno di successo. Vorrei regalarti una torta di sorrisi pieno di candeline di desideri , e che spegnendole diventassero veri . Vorrei che tu non cambiassi mai buon compleanno dolcissima Elex rimani sempre come sei!!!1Niko
Buon Compleanno.ELEX ..Augurandoti che la gioia e il calore della mia amicizia ti doni serenità....
Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono feliciper il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.Alcuni perco
rrono il cammino al nostro fianco,vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta unodei nostri amici.
Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene. Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra. Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni. Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria. Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore, fortuna e prosperità. Oggi e sempre........ semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente. Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
Tanta Salute nel cammino dalla Tua Vita..Dolce Amico Eterno Ti voglio Troppo bene!!!Vorrei tante cose dalla vita...Ma in speciale mi Auguro che le persone a quelle che voglio bene...possono essere molto felici,sereni e di non dimenticarsi Mai..di..SORRIDERE...Mai e poi Mai..Sorridi Amico mio e la Vita sara' piu bella...Credimi ...ELIANA
10-13 agosto, piovono stelle Ma la Luna darà fastidio Dieci agosto, notte delle “lacrime di San Lorenzo”, notte delle stelle cadenti. Cioè delle meteore chiamate Perseidi (foto) in quanto sembrano sbucare e venirci incontro dalla costellazione di Perseo. E' quasi superfluo ricordare che in realtà non si tratta di stelle ma di minuscoli detriti di comete (pietruzze talvolta piccole come granelli di sabbia) che per l'attrito si vaporizzano nell'alta atmosfera, ionizzandola.
Il 2008 però non è una buona annata per l’osservazione di questo sciame così popolare. La Luna la sera del 10 agosto avrà già superato di due giorni il primo quarto, sarà illuminata al 68 per cento e sbiancherà il cielo nella prima metà della notte in direzione Sud-Est: alle 21,40 si troverà in congiunzione con Antares, a 1,2 gradi da questa stella. Poco dopo, alle 22, passerà all’apogeo e disterà da noi 404.500 chilometri.
Peggio ancora, ovviamente, la sera dell’11 sul 12 e del 12 sul 13 agosto, quando la Terra intercetterà la parte più densa dello sciame meteorico lasciato dietro di sé dalla cometa Swift-Tuttle: la Luna tramonterà più tardi e per otto-nove decimi sarà illuminata (il plenilunio, in compenso, ci porterà il 16 agosto una eclisse parziale). La frequenza prevista intorno al massimo dovrebbe essere di 30-40 meteore all’ora. Che è pur sempre notevole. Ci vuole però prontezza e occhio allenato: le Perseidi sono veloci, la Terra le incrocia a 59 chilometri al secondo. Aiuta però il fatto che nel 45 per cento dei casi queste meteore lasciano dietro di sé una scia, fatto che rende più semplice, e anche più interessante, la fotografia.
La cometa Swift-Tuttle apparve nel 1862 e offrì a Giovanni Schiaparelli l’opportunità di scoprire l’associazione tra comete e sciami meteorici, poi verificata anche per lo sciame delle Leonidi (17 novembre), legato alla cometa Tempel. Persa di vista per più di un secolo, la Swift-Tuttle si è ripresentata nel 1992 e in quel passaggio al perielio ha disperso nuovi detriti lungo la sua orbita. Le Perseidi furono quindi, in quegli anni, particolarmente numerose: fino a 150 per ora nel 1991 e 1992 e circa 300 nel 1993. Spettacolari anche i bolidi, che spesso hanno superato la luminosità di Venere. Poi gradualmente le Perseidi sono ritornate alla frequenza normale.
Chi fosse deluso dalle “lacrime di San Lorenzo” potrà consolarsi con Giove, che è stato in opposizione il 9 luglio e adesso si mostra in un orario molto comodo, appena cala il buio. La culminazione avviene intorno alle 23,30. Altra notizia dallo spazio: la sonda europea Rosetta il 4 agosto ha incominciato a puntare la sua telecamera sull’asteroide 2867 Stein, che sfiorerà il 4 settembre passando a 950 mila chilometri dal pianetino. Le osservazioni delle prossime settimane serviranno a migliorare la conoscenza dell’orbita per aumentare la precisione dell’appuntamento. Le osservazioni effettive inizieranno il 25 agosto.
Que serà, serà.. A volte penso che è inutile fare progetti, se una cosa deve succedere, succederà. Ed invece quello che tu ti aspetti, non avviene mai.. Certo, noi dobbiamo fare di tutto , per fare accadere quello che vogliamo, ma poi, gli eventi, il caso.. Ma che dico stamattina? Bho! Non ci fate caso..è Lunedi Un buongiorno a quei pochissimi che sono rimasti!!!!!
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